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Accelerometri



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13 - Drive degli accelerometri

La vibrazione pu? intendersi come lo spostamento relativo di un punto di un corpo che si muove rispetto ad un punto fisso; essa in generale ? una grandezza di natura periodica, o riconducibile a tale, individuata da forma, frequenza ed ampiezza.

Un metodo molto semplice per misurare quest?ultima grandezza ? quello di far ricorso ad un punto fisso di osservazione, a sufficiente distanza, in cui posizionare un cannocchiale con oculare munito di reticolo.

Sull?organo in movimento si incolla un piastrina adesiva, debitamente illuminata, e dotata, nella parte in vista, di elementi catadiottrici puntiformi.

Quando l?organo ? fermo essi appaiono come punti luminosi; quando esso si mette a vibrare ogni punto nell?oculare appare come una striscia di cui si pu? apprezzare l?intensit? attraverso il reticolo preventivamente tarato.

Tali strisce possono essere verticali, orizzontali o costituire, per la composizione dei moti, figure di Lessegius.

Con tale sistema ? possibile misurare l?ampiezza delle vibrazioni, sapere il piano in cui si manifestano, ma non ? dato sapere nulla riguardo alla frequenza che le caratterizza.

Inoltre il metodo si basa sul presupposto, molto spesso irrealizzabile, di avere un punto fisso di riferimento da cui effettuare le osservazioni.

Con tale metodo, definibile di tipo ottico, ? pertanto possibile, soltanto in alcuni casi, determinare il valore picco-picco della vibrazione senza poterne definire la forma e la frequenza.

Un sistema pi? efficace ? senz?altro quello stroboscopio: ultimando l?organo in movimento con una sorgente luminosa alla stessa frequenza di quella con cui sta vibrando, lo si pu? vedere fermo ed apprezzarne visivamente l?ampiezza.

Per avere per? una conoscenza completa del fenomeno ? opportuno ricorrere ai cosiddetti trasduttori sismici.