Eccitando una struttura con un impulso ? stato visto come lo
spettro del
segnale di ingresso, si presenti piatto fino ad un certo valore di
frequenza f
c e poi decada molto rapidamente. Allora la struttura verr? eccitata in una
banda di frequenza compresa tra 0 e f
c.
L'ampiezza di questa banda ? funzione della durata dell'impulso T
c : quanto pi? ? breve, tanto pi? sar? elevata la
frequenza massima. Il
controllo su questo parametro, quindi, non pu? avvenire con la scelta della massa del martello e della forza applicata, ma per mezzo dell'uso di diversi di
tips, cio? della parte della testa del martello che effettivamente colpisce la struttura, aventi differenti rigidezze (Fig. 5). Aumentando la
rigidezza del
tip, la deformazione causata dall'impatto sar? minore e quindi anche la durata dello stesso risulter? minore. Comunque in ogni caso interviene la
rigidezza relativa tra le due superfici che vanno ad impattare.
Figura 5: banda passante per tip con rigidezze diverse.La possibilit? di usare martelli con teste intercambiabili permette di effettuare una misura mirata secondo il campo di frequenze di interesse.
Nella Fig. 6 ? rappresentato un test con un martello dotato di un
soft tip. La curva in nero rappresenta la FRF, quella in blu lo
spettro dell'eccitazione e quella in rosso la funzione di coerenza.
Figura 6: FRF ottenuta con un soft tip.Ad un valore di
frequenza di circa 400 Hz si ha un brusca flessione dell'
input e sia la
frf che la funzione di
coerenza presentano una cattiva definizione. Il problema ? appunto che alle frequenze oltre i 400 Hz la struttura non ? stata abbastanza eccitata per fornire una risposta ben definita.
Un altro problema di questo tipo di misura ? la
precisione con cui viene fornito il colpo se l'operazione ? fatta manualmente da un operatore. Non interessa tanto la forza che viene fornita ma la direzione con cui viene applicata. E' infatti opportuno che questa sia pi? vicina possibile alla verticale locale del punto di battuta. Quindi per particolari applicazioni vengono realizzati degli impattatori elettromeccanici con i quali ? possibile controllare tutti i parametri della forza di eccitazione.
Ci sono poi diverse modalit? con cui eseguire questo tipo di prova. Si possono utilizzare pi? accelerometri che rilevano la risposta della struttura contemporaneamente in pi? punti (
rowing hammer). Oppure si pu? ricorrere ad accelerometri triassiali e allora anche l'eccitazione dovr? essere fornita in ogni punto di misura secondo la direzione dei tre assi di riferimento.